Due passi “altrove”

Dovreste vederle, le primavere a Torino. Sono crudeli e beffarde, qui le primavere. Ti spogliano con un soffio e ti costringono a uscire di casa.
Non puoi stare fermo in aprile a Torino perché i piedi vanno da sé, lontano. In un giorno così nasce due passi altrove.
Nasce sulle rive del Po, che talvolta ha la presunzione di volerti condurre lontano: "Ti va di camminare un po', quest'estate?" e il pensiero si fa già zaino, scarponi, strada.

Il nostro primo viaggio ha le bolle ai piedi e una schiena bloccata. Giulia si fa piedi per Clara che non può camminare; Clara è il suo unico contatto con il mondo, la sola voce che la riporta a casa quando viene sera. Il richiamo del viaggio è già tutto lì. Non si può che accogliere questa nuova voglia di andare, scoprire, raccontare.

Altrove perché siamo convinte che non serva andare tanto lontano per scoprire la meraviglia o per trovare se stessi.
Siamo dell’idea che soffermarsi sulle piccole cose, assaporare tempi e spazi più umani possa condurre in profondità.

Per noi altrove sono i luoghi nascosti dietro l'angolo, quelli che non ti aspetti, quelli la cui bellezza passa inosservata.

"Si va nei luoghi più sperduti e affranti e sempre si trova qualcosa, ci si riempie perché il mondo ha più senso dov'è più vuoto, il mondo è sopportabile solo nelle sue fessure, negli spazi trascurati, nei luoghi dove il rullo del consumare e del produrre ha trovato qualche sasso che non si lascia sbriciolare."

Franco Arminio, Terracarne

"Camminare: non si è trovato niente di meglio per andare più lentamente. Per camminare, occorrono anzitutto due gambe. Il resto è inutile. Volete andare più veloci? In tal caso, non camminate, fate altro: guidate, sciate, volate. Non camminate. E poi, camminando, c’è solo un primato che conta: l’intensità del cielo, lo splendore dei paesaggi. Camminare non è uno sport.
È pur vero che, una volta in piedi, l’uomo non sa star fermo."

Frédéric Gros, Andare a piedi. Filosofia del camminare

Perché camminare?

Perché è la prima azione che compiamo da soli, la conquista che ci accompagnerà lontano, anche se ancora non possiamo saperlo.

Camminare un posto e non verso un posto significa viverlo, non lasciare che sia esso a scorrere frettoloso dietro al finestrino, ma al contrario diventarne parte.
Il cammino è un ritmo, ha in sé qualcosa di terribilmente musicale: è l'unica invasione capace di accordarsi coi battiti di chi abita un luogo.

Accettare quello che la strada riserva è un modo di sperimentare la dimensione della fiducia verso la strada stessa, capace di farti vivere l'incontro e di portarti altrove.

E I PROSSIMI DUE PASSI?

Se nel tuo cuore c’è un angolo di Italia che secondo te andrebbe riscoperto a piedi, segnalacelo. Saremo felici di dare una nuova direzione ai nostri passi.

I nostri contatti

Email: info@duepassialtrove.it
Sito web: www.duepassialtrove.it
Facebook: Due passi altrove

Ci trovi a Torino
quando non siamo altrove
a fare due passi.

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